Il capitale umano (2014) di Paolo Virzì

La locandina

La locandina

E’ abbastanza noto che per le compagnie assicurative la vita di una persona possieda un valore economico quantificabile, il cosiddetto “capitale umano”.

Si tratta di un’espressione che accosta due termini che appartengono, per molti versi, a due mondi di significati contrapposti, quello del denaro, o del potere economico, e quello dell’ “umano”.

Ritratti di famiglia: gli Ossola e i Bernasca

Ritratto di famiglia

Ritratto di famiglia

Dino Ossola (Fabrizio Bentivoglio), un immobiliarista pronto a tutto pur di aumentare il proprio capitale, decide di chiedere un prestito in banca e ipotecare la casa di proprietà intestata alla figlia Serena per investire una somma di denaro nel grosso fondo fiduciario del ricco imprenditore senza scrupoli Giovanni Bernasca, padre del ragazzo con cui Serena, sua figlia, ha una relazione.

Carla (Valeria Bruni Tedeschi), moglie di Giovanni Bernasca, abbandonati i suoi sogni di ragazza per sposare Giovanni, affronta una grossa crisi esistenziale in cui cerca sia di salvare se stessa, sia di riunire i pezzi della sua famiglia. Si accorgerà tuttavia, drammaticamente, di non avere più ne’ i mezzi ne’ le energie per farlo.

Un rebus drammatico

Dino Ossola e Giovanni Bernasca

Dino Ossola e Giovanni Bernasca

Nell’amaro ritratto dei due padri di famiglia dipinto da Virzì, il desiderio di accrescere il proprio capitale economico, la disperazione per un investimento sbagliato, la mancanza di comunicazione e considerazione tra mariti e mogli e la crescente disattenzione dei genitori nei confronti dei figli compongono un rebus piuttosto complesso e a tratti quasi impossibile da risolvere.

Il regista sembra dunque suggerire che il bisogno di affermazione e l’ipervalutazione del potere economico dei due padri di famiglia protagonisti della storia, li allontana non solo dai cosiddetti valori familiari, ma anche da quegli irrinunciabili valori che costituiscono l’essenza stessa dell’essere umani.

Ognuno per sé

Valeria Bruni Tedeschi interpreta Carla

Valeria Bruni Tedeschi interpreta Carla

Alla crisi dei valori familiari e affettivi delle due famiglie, si andrà a sommare un’altra “crisi”, quella segnata da un evento particolarmente drammatico – un incidente stradale in cui un ciclista perderà la vita – che segnerà le vite dei protagonisti per sempre.

Ognuno per sé, senza mai realmente comunicare, i vari protagonisti rischieranno di perdere tutto ciò che hanno costruito in una vita, e cercheranno da soli, senza mai parlarsi, di trovare le risorse necessarie per uscire da quello che sembra essere, a tutti gli effetti, un vicolo cieco.

Cosa può fare la differenza?

Valeria Golino interpreta Roberta

Valeria Golino interpreta Roberta

La solidità che può derivare da legami affettivi e valori forti, quelli che sembrano mancare ai protagonisti di questa storia, è di fatto l’unico punto di forza che può aiutare ad affrontare le drammatiche conseguenze di un tragico episodio.

La vicinanza o meno di un genitore, o di un’altra figura di riferimento solida, oltre che rappresentare un fattore protettivo in sé per la salute psicologica dei figli, può costituire l’elemento determinante per il superamento di un evento fortemente traumatico.

Serena e Luca

Luca e Serena

Luca e Serena

A dare speranza e a fare da contraltare alla solitudine e alla disperazione degli adulti, c’è la storia di due adolescenti che instaurano in poco tempo un intenso legame affettivo.

Serena conosce Luca nella sala d’attesa del servizio di salute mentale dove Roberta, la nuova compagna di suo padre, lavora come psicologa. Luca è un ragazzo segnato da una storia di “abbandoni” ed è molto lontano dagli ambienti della medio-alta borghesia che frequenta Serena.

La sua fragilità, tuttavia, non sembra spaventare Serena, che vede in lui un ragazzo divertente, attento, dolce e, soprattutto, pensa che abbia un senso di onestà morale talmente sviluppato da apparirle un “eroe”.

Uno spiraglio di speranza

Il drammatico episodio che sconvolgerà le vite delle due famiglie, si verifica proprio sul nascere della storia dei due giovani innamorati. Fino alle ultime scene del film è difficile rendersi conto di quanto si possa ancora fare per riparare agli errori commessi. Il ritratto, come ho detto, è amaro. Ma a volte, quando tutto sembra perduto, c’è ancora uno spiraglio di speranza.