Philomena (2013) di Stephen Frears

Philomena si ispira a fatti realmente accaduti e racconta la storia di una madre che va alla ricerca del figlio che cinquant’anni prima fu costretta a dare in adozione quando, appena adolescente, si trova rinchiusa in un istituto di suore cattoliche in Irlanda.

Philomena custodisce questo doloroso segreto per moltissimi anni, fino a quando decide di venire allo scoperto e trova il coraggio di raccontare la sua storia ad un cinico giornalista in crisi che ha appena perso il suo posto di lavoro a fianco dell’amministrazione Blair.

L’incontro tra Philomena e Martin

Philomena e Martin

Philomena e Martin

Philomena e Martin sono due persone profondamente diverse ma entrambe custodiscono qualcosa di prezioso di cui l’altro ha bisogno . Philomena vuole ritrovare suo figlio e necessita dei mezzi e della determinazione di un uomo disposto a correre dei rischi pur di cercare di salvare la sua carriera. Martin ha bisogno sia di una storia commovente da pubblicare sia di fare qualcosa che lo aiuti a sentirsi un uomo migliore.

L’umanità di Philomena e quella di Martin sembrano appartenere a due mondi estremamente differenti ma entrambi hanno una profonda capacità di trasmettere emozioni nello spettatore. Se consideriamo la loro differente reazione di fronte al rifiuto di collaborare da parte delle suore dell’istituto in cui Philomena si trovava quando ebbe il bambino, ci rendiamo conto di quanto sia in grado di trasmetterci, da un punto di vista umano, sia la rabbia soffocata di Philomena, che non scalfisce in alcun modo la sua fede, sia quella crescente di Martin, che lo farà apparire allo spettatore sempre meno cinico.

Le relazioni che rafforzano

Philomena

Philomena Lee

Il regista Stephen Frears racconta una di quelle storie che possono mettere a dura prova non solo la fede di molte persone, ma anche la stessa sopravvivenza psicologica di coloro che si trovano ad affrontare esperienze così dolorose. L’unico modo per sopravvivere ad eventi fortemente traumatici, infatti, in mancanza di qualcuno che ci aiuti ad affrontare il dolore che proviamo, può essere quello di mettere da parte tali esperienze anche per moltissimi anni.

L’amicizia che nasce tra i due protagonisti e la forza di entrambi dettata dal desiderio comune di ricostruire e raccontare questa storia, li spingerà ad andare fino in fondo e a diventare, nel corso del film, sempre più capaci di affrontare insieme le dolorose emozioni e le spiacevoli scoperte che emergeranno durante il loro viaggio negli Stati Uniti.

Una storia commovente che è valsa alla Philomena realmente esistita, e ancora vivente, l’invito a conoscerla da parte di Papa Francesco e che ha permesso a molte altre donne di sentirsi sostenute nel loro “vergognoso” passato.

Finale a sorpresa

PhilomenaUn finale sorprendente chiude la storia e il dubbio che sembra tormentare Philomena – se suo figlio abbia o non abbia mai pensato a lei durante la sua vita trascorsa così lontano – troverà nel finale una risposta inconfutabile.

Le reazioni dei due protagonisti rispecchieranno ancora una volta due approcci alla vita profondamente diversi, ma appariranno allo spettatore, ancora una volta, sempre più compatibili. Non ci sono pregiudizi che rafforzano le differenze culturali evidenti dei due amici, ma solo un profondo e appassionato dialogo tra due persone che usciranno da questa storia cambiate per sempre.