Il trauma relazionale


“Il potere più grande che i genitori hanno sui loro figli non deriva tanto da ciò che dicono al bambino di fare, quanto piuttosto dal fatto di “mostrargli” chi egli sia .

Destare il sognatore. Percorsi Clinici. (Philip Bromberg, 2006)


“… il coraggio senza la capacità di riflessione può facilmente diventare temerarietà”

L’ombra dello tsunami. La crescita della mente relazionale

(Bromberg P. 2011)


Solitamente siamo abituati a pensare all’esperienza traumatica come alla forte reazione emotiva associata ad un singolo evento traumatico come per esempio può essere un incidente stradale, un’ aggressione subita o un lutto di una persona cara.

La prospettiva psicoanalitica relazionale evidenzia, tuttavia, che l’effetto traumatico di alcune esperienze può seguire infatti non solo il verificarsi di un singolo evento, ma anche una serie di interazioni ripetute con persone significative nella nostra vita. Tali interazioni ripetute possono riguardare differenti aspetti del nostro carattere e influenzare profondamente la nostra reazione all’emergere di specifici bisogni psicologici che non sono stati sufficientemente riconosciuti e accolti.

Il dolore nelle relazioni

jumpDiversamente dall’evento traumatico, il trauma relazionale può essere più difficilmente identificabile proprio perché di solito si verifica in un periodo di tempo maggiore rispetto all’evento traumatico, meno circoscritto, e si forma attraverso una serie di interazioni relazionali ripetute che via via che si verificano finiscono per farci perdere di vista il significato emotivo, spesso doloroso, associato ad esse. E’ come se dopo le prime volte che si viene esposti ad un immagine dolorosa, questa immagine piano piano finisse apparentemente per perdere il significato emotivo che ha per noi.

La paura della ritraumatizzazione

Il ripetersi di tali interazioni può portare alla formazione di vere e proprie “isole” di esperienza, tenute separate dal resto nel tentativo di proteggersi dal pericolo di una possibile ritraumatizzazione.

Purtroppo solo apparentemente deprivate del loro potenziale catastrofico, queste isole di esperienza dissociata se da un lato ci permettono di continuare a vivere più o meno serenamente, dall’altro in alcuni momenti possono riattivarsi senza il nostro controllo e provocare in noi la sensazione che qualcosa di terribile stia per accadere.

Infanzia adolescenza ed età adulta

Nonostante la ricerca di relazioni interpersonali significative e soddisfacenti duri tutta la vita, il periodo dell’infanzia, dell’adolescenza e della prima età adulta costituiscono certamente il periodo durante cui la disponibilità emotiva di figure di riferimento importanti riveste un ruolo cruciale e getta le basi per lo sviluppo della salute psicologica.

Il passaggio dall’ adolescenza alla prima età adulta, per esempio, richiede innumerevoli cambiamenti e porta spesso verso il delicato processo di individuazione e verso un livello di complessità crescente nei rapporti interpersonali (con i genitori, con gli insegnanti, con i propri compagni di classe, i primi colleghi di lavoro o con le prime relazioni sessuali e affettive).

The Silhouette of runner on the beachUna tutela per l’eccessivo caos

Dare un significato a quello che succede dentro e intorno a sé e sintonizzarsi affettivamente con gli altri, possono essere ragionevolmente percepiti a volte come compiti molto complessi tanto dal bambino, quanto dall’ adolescente e dalla persona adulta.

Se da un lato è normale aspettarsi dei periodi di caos, dall’altro è di fondamentale importanza avere, e aver avuto, a portata di mano quel tipo relazioni che trasmettano sufficiente sicurezza, che rendano in grado di gestire una complessità crescente, che tutelino dall’eccessivo caos e aiutino ad acquisire fiducia e speranza per il futuro.

L’aspetto soggettivo del trauma psicologico

Nonostante il fatto di avere /aver avuto relazioni significative sufficientemente rispondenti ai propri bisogni psicologici possa tutelare da esperienze potenzialmente traumatiche, possiamo affermare che nessuno è del tutto esente dal fare i conti con l’esperienza del trauma, e che l’evento traumatico non è mai definibile in alcun modo in termini assoluti e oggettivi.

L’entità di un’esperienza traumatica, infatti, si misura sempre sulla base della reazione emotiva soggettiva di una determinata persona, in un periodo specifico della sua vita, rispetto ad un determinato evento. Sulla base delle proprie competenze affettive e delle proprie esperienze relazionali, sia presenti che passate, un determinato evento può quindi essere traumatico per qualcuno e può non esserlo per qualcun altro.

L’esperienza traumatica non accessibile al pensiero

L’esperienza traumatica può emergere attraverso la comparsa di determinati sintomi o può rinchiudersi in alcune parti di esperienza dissociata che non sono accessibili al pensiero e alla riflessione e, per questo, può essere molto difficile riconoscerle e farle emergere nel campo psicoterapeutico.

Il valore della psicoterapia

Silhouette of helping hand between two climberSenza un lavoro psicoterapeutico e il conseguente sforzo di connettere queste isole separate di esperienza al resto della nostra storia, molte di queste esperienze possono rimanere dissociate per moltissimi anni provocando sintomi come ansia, depressione, attacchi di panico, malattie psicosomatiche, disturbi di personalità, problemi di dipendenza da sostanze o disturbi alimentari.

La collaborazione e la fiducia nel lavoro terapeutico da parte del paziente sono indispensabili per consentire a queste parti potenzialmente pericolose di emergere. Lo psicoterapeuta e lo psicoanalista relazionale necessitano dunque di un attento e prolungato lavoro di ascolto empatico nel tentativo di comprendere in profondità la specificità dell’esperienza emotiva del paziente.

Il superamento dell’esperienza traumatica

Lo psicoterapeuta e lo psicoanalista relazionale sono tenuti a riconoscere le aree di vulnerabilità del paziente e a creare con lui una relazione sufficientemente sicura, protetta e accogliente, cosicché le esperienze dolorose possano emergere, e possano essere riconosciute e condivise in un clima supportivo all’interno della relazione terapeutica.

L’emergere di aspetti delicati della propria esperienza e il divenire consapevoli del reale peso dell’esperienza traumatica è uno degli aspetti più complessi e dolorosi di una psicoterapia. Tuttavia la qualità dello scambio e il contatto emotivo tra paziente e psicoterapeuta accresce la capacità di entrambi di riflettere insieme, facilita l’emergere di reazioni emotive maggiormente autentiche, più spontanee e condivisibili e, soprattutto, libera dal peso del costante pericolo della ritraumatizzazione.

Psicologo Psicoterapeuta Psicoanalista Relazionale

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